Cinque semplici passi per arrivare ad Ubuntu (upd 1)

Per quanto buone siano ormai le distribuzioni Linux (e sono molto buone, e non solo Ubuntu), rimane sempre una certa dose di paura in chi vorrebbe passare al sistema operativo open per eccellenza.

I dubbi sono tanti, ma si possono riassumere in una singola preoccupazione: riuscirò a fare tutto quello che faccio ora?

Articolo di aggiornamento del precedente post sul tema.

Mi piacerebbe molto dire che la risposta è si, ma non è proprio vero. In particolare c’è un filone che pur avendo fatto progressi da gigante rimane un bastione di MS: i giochi.

Se è vero infatti che tantissimi giochi Windows con un po di pazienza possono essere usati anche su Linux, se è altrettanto vero che ci sono tanti giochi divertenti (e quasi sempre gratuiti) che girano nativamente su Linux, è purtroppo anche vero che c’è un gran numero di titoli che non funziona, o funzionano male, sotto l’ala del pinguino….

Però non tutti usano il PC prevalentemente per giocare, e molti anzi nel campo giochi non vanno oltre a mine sweeper o al flipper. Inoltre è molto comune ormai avere in casa più di un computer, e spesso soltanto uno dei computer di casa è dedicato al gioco. Le varie Playstation e compagnia bella poi rappresentano una buona alternativa a basso prezzo per giocare (spesso costano meno di una scheda video).

Sgombrato il campo dai rari fanatici di giochi sprovvisti di PC alternativo o playstation, posso dire senz’altro che per tutto il resto ci sono valide alternative open source perfettamente integrate in Linux per poter sostituire la grandissima parte dei programmi Windows. Inoltre molti dei programmi Windows “normali” funzionano bene utilizzando l’emulatore wine.

Non c’è dunque motivo per non passare a Linux, ma è meglio farlo con un po di preparazione, per evitare il rigetto dopo poche ore, o pochi giorni.

Per farlo non è sufficiente scaricare la ISO della nostra distro preferita, masterizzarla e provare il sistema. Certo questo ci può dare una prima idea di cosa ci aspetta, e se pensate di abbandonare Windows è una cosa che sicuramente vi conviene fare, se non altro per scegliere quale versione di Linux preferite e controllare che tutto il nostro hardware sia correttamente riconosciuto ed utilizzabile nel nuovo sistema. Ma una versione live non è come avere un vero sistema installato.

Ecco quindi un metodo, sperimentato, per passare a Linux, in particolare a Ubuntu, senza soffrire di nostalgia… e soprattutto senza mettere in ballo installazioni precoci. Insomma una ginnastica dolce per preparare il vostro… desktop alla migrazione. Una guida per prepararvi a migrare…. le attività da fare su Windows prima di passare a Linux.

Questa non è una guida all’installazione di Ubuntu, e neppure una guida alla scelta di una distro Linux. E’ invece una guida alle attività che sono nel mezzo di queste due cose, dopo la scelta della distribuzione Linux da installare (ipotizziamo qui Ubuntu) e prima dell’installazione.

  1. Passo Numero Uno: Fuori Internet Explorer, dentro Firefox
  2. Una volta passati ad Ubuntu non c’è modo, ma soprattutto non c’è ragione, di utilizzare Internet Explorer. Dobbiamo quindi utilizzare un’alternativa. Per fortuna l’alternativa c’è già e molti la valutano anche migliore del browser di casa Microsoft. Si tratta naturalmente di Firefox, disponibile anche su Windows e quindi perfetta per predisporci nel migliore dei modi alla migrazione.

    I due browser tra l’altro possono convivere benissimo, sarà quindi possibile installare Firefox, cominciare ad usarlo subito, e personalizzarlo con add-on e configurazioni desiderate, potendolo confrontare con il rivale MS. Se notate similitudini tra IE7 e Firefox sappiate che è il prodotto di casa MS a somigliare a Firefox e non viceversa.

    Cercate di utilizzare sempre di più Firefox, anzi, usate solo quello. Se non riuscite ad adattarvi ad usarlo sotto Windows sarà difficile che vi adattiate in Linux, e forse in questo caso non siete abbastanza pronti, o abbastanza motivati, per la migrazione.

  3. Passo Numero Due: Fuori Outlook, dentro Thunderbird, Sunbird
  4. L’utente casalingo medio probabilmente utilizza Outlook Express per la sua posta, oppure accede alla sua email tramite le pagine web messe a disposizione dal suo provider. In questo secondo caso non c’è bisogno di fare niente, ma se invece utilizzate Outlook Express o qualsiasi altro programma di posta su Windows è necessario provvedere ad un’alternativa Linux compatibile.

    Anche in questo caso propongo l’utilizzo di prodotti della suite mozilla, in questo caso Thunderbird, eventualmente associato con Sunbird (per chi avesse bisogno di un calendario). Quest’ultimo è disponibile sia in versione stand-alone, che come addon per Thunderbird.

    Anche in questo caso è possibile utilizzare i prodotti sotto Windows senza disinstallare le controparti Windows (Outlook).

    Ancora una volta consiglio di installare il nuovo mailer ed utilizzarlo regolarmente in maniera da abituarci alle piccole differenze tra questo prodotto ed Outlook. Una volta che saremo padroni delle sue funzionalità un altro piccolo passo verso la migrazione sarà stato completato.

  5. Passo Numero Tre: Fuori MS Office, dentro Open Office
  6. Questo passo può essere molto facile o molto difficile. Tutto dipende da quanto frequentemente utilizzate i prodotti di office ed a che livello di conoscenza siete nel loro utilizzo.

    Chiaramente chi scrive una lettera al condominio una volta ogni tre mesi farà meno fatica di chi ha 120 fogli excel stracolmi di formule e macro sotto excel.

    In ogni caso, se volete migrare, dovreste pensare di abbandonare la suite MS Office. Forse potreste usarla sotto wine, ma l’obbiettivo della migrazione è anche quello di usare software free, risparmiare licenze e vivere felici 🙂

    Anche in questo caso è disponibile la versione Windows che si può installare ed utilizzare in parallelo con MS Office. Avrete quindi tutto il tempo di impratichirvi con Open Office, migrare i vostri documenti (se sono “normali si tratta semplicemente di aprire il documento e verificare che tutto sia a posto nel nuovo programma).

    Una volta superato questo stadio, se vi ritroverete, come me, felici utilizzatori di Open Office, allora la meta è vicina.

    Un accessorio importante per chi deve gestire progetti è sempre stato MS Project. Lo considero in qualche modo parte della suite Office di Microsof, anche se non è mai stato così.

    In ogni caso se abbiamo bisogno di un tool di pianificazione sostituiamo MS Project con un altro strumento open source: Open Proj. Non ha tutte le funzionalità del prodotto Microsoft, ma ha davvero tutto quello che serve per la gestione di semplici progetti, se non siete troppo sofisticati potrebbe persino risultare più semplice ed efficace da utilizzare.

  7. Passo Numero Quattro: Pulizie di Pasqua
  8. Vediamo, a questo punto stiamo utilizzando un browser compatibile con Linux, un programma di posta nuovo, una nuova suite office. Cosa ci manca?

    E’ proprio questa la domanda che ci dobbiamo fare. Quali altri programmi abbiamo installati sul nostro PC ? E soprattutto, quali di questi programmi veramente utilizziamo?

    Chiamo questo punto “pulizie di Pasqua” perché il modo migliore di affrontarlo è proprio quello di utilizzare lo spirito di chi fa piazza pulita della paccottiglia. Immaginate di dover traslocare in un paese lontano. Immaginate che lo spazio a disposizione per i bagagli che vi dovete portare dietro sia limitato, dovrete fare una cernita e decidere cosa vale la pena di portare e cosa invece si può buttare nella pattumiera o spedire al rigattiere.

    Guardate quindi con occhio critico il menu Start del vostro Windows, esaminate uno per uno i programmi installati e considerate se veramente li avete usati. Vi renderete conto che molta della roba che avete installata non vi è mai servita, o addirittura non avete idea di cosa diavolo sia.

    Prendete un bel foglio (o un bel file di testo, ovviamente aperto con openoffice) e scrivete tutti i programmi che pensate vi servano, cosa fanno, ed eventualmente se ci sono (e dove sono) dei file di dati che volete portare sul nuovo sistema (immagini, documenti etc)

    In questa fase non è una cattiva idea disinstallare e rimuovere eventuali programmi inutili o file che non usate più (quel film porno da tre giga, quel programma da 4 giga che non ha mai funzionato etc). Recuperare un po di spazio vi potrà servire nei prossimi passi.

    Una volta stilata la lista potreste verificare se sul nuovo sistema (Ubuntu o altra distro Linux) è presente un programma che svolge una funzionalità simile a quella che veniva garantita da ogni programma della lista. Individuato il candidato alla sostituzione potete verificare la sua documentazione per capire se sono presenti tutte le funzioni da voi considerate importanti per quella particolare attività.

    Ci sono vari modi per fare questa verifica, il più semplice è cercare su internet. Tra l’altro ci sono già alcuni siti che offrono delle liste di “sostituzione” le quali associano programmi windows a programmi linux che hanno funzionalità simili. Per esempio Linux Alternative, Open Source Alternative, KDE Apps, Gnome Files, per citarne alcuni.

    Man mano che trovate le alternative ai vostri programmi preferiti segnatevele sul vostro file o foglio, anche più di una. Avrete poi modo di provarle sul sistema definitivo.

    A questo punto dovreste essere pronti. State già usando alcuni dei programmi più importanti e avete una lista di probabili sostituti per gli altri programmi che utilizzate normalmente. Siete quasi pronti a partire.

  9. Passo Numero Cinque: Prepariamo le valigie
  10. In questa fase abbiamo due obiettivi distinti. Il primo riguarda la possibilità di “tornare indietro”. Anche se abbiamo fatto di tutto per rendere la migrazione indolore, e siamo ormai convinti della bontà della nostra decisione (in fondo stiamo già usando software open), la possibilità di tornare a windows, o di usarlo come alternativa, è sicuramente rassicurante per chiunque stia facendo questo passo.

    Come gestire questa possibilità dipende essenzialmente dal nostro hardware ed in particolare da quanto spazio disco abbiamo a disposizione. Se lo spazio libero è abbastanza grande possiamo pensare di installare Ubuntu (linux) in modalità dual boot (possiamo cioè decidere al momento del boot del computer quale dei due sistemi operativi attivare).

    Nel passo precedente tra l’altro abbiamo avuto la possibilità di eliminare un po di ciarpame dal nostro computer, quindi una bella defrag del disco non è affatto una cattiva idea prima di andare ad installare il nuovo sistema.

    L’alternativa, necessaria nel caso avessimo poco spazio libero, ma sempre possibile nel caso fossimo determinati ad eliminare Windows, è quella di distruggere completamente tutta l’installazione del vecchio sistema operativo.

    Questo comporta anche la perdita di tutti i dati presenti sul nostro Hard Disk, che andranno quindi salvati da qualche parte, in previsione di un loro riutilizzo sul nuovo sistema operativo.

    Ci sono tanti modi di fare questo salvataggio: dischi esterni, masterizzando DVD o CD, chiavette USB etc. Tutto dipende da quanti dati dovete salvare.

    L’importante è utilizzare device e formati che siano poi riconosciuti ed utilizzabili anche sul nuovo sistema Linux. Quindi vanno bene CD e DVD masterizzati, chiavette e dischi esterni USB purchè formattati in FAT o FAT32…

    Un bel backup completo della partizione Windows può sempre essere utile, ammesso che abbiate la possibilità di farlo (dischi, software).

    Ricordate, backup della vecchia partizione e salvataggio dei dati che vogliamo migrare sono operazioni comunque utili, sia in caso decidessimo per una configurazione in dual boot che in quello in cui andassimo a sostituire completamente il vecchio sistema con il nuovo.

A questo punto siamo pronti per l’installazione del nuovo sistema. Come già detto a questo punto lo scopo di questa guida è concluso, siamo pronti al passaggio, abbiamo fatto tutti i passi necessari (almeno credo) per arrivare a questo punto ben consapevoli di cosa ci aspetta e pronti ad un passaggio meno traumatico di quello che normalmente incontrano gli utenti Windows che migrano a Linux.

I più tradizionalisti ed abitudinari probabilmente avranno scelto una distribuzione basata su desktop KDE, molto simile a windows (Kubuntu per esempio), i più coraggiosi magari proveranno simpatia per il rigore e la semplicità dell’interfaccia Gnome di Ubuntu.

Sicuramente ci sarà qualche difficoltà con qualche programma (le installazioni su Ubuntu e Kubuntu sono però veramente semplici e dovrebbero eliminare la gran parte dei problemi), ma l’avere già iniziato ad utilizzare i più importanti dei software open source PRIMA della migrazione di sicuro rende tutto più semplice.

Male che vada tornerete a windows continuando ad utilizzare software open, che non è comunque una cattiva cosa.

Vista così vi fa ancora paura?

Beh se Vista vi fa paura passate ad Ubuntu, c’est plus facile….

By | 2016-10-19T09:38:31+00:00 ottobre 17th, 2007|Blog, Personale|0 Comments

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