Un’ora soltanto

Non vi chiedo molto, mi basta un’ora della vostra vita.

Andate in farmacia, comprate un paio di tappi per le orecchie, dei migliori, e una benda per gli occhi, di quelle che rendono il buio assoluto, per dormire, o medicali.

Poi andate a casa, assicuratevi di essere soli. 

Chiudete le finestre della vostra camera, rendete l’ambiente scuro, chiudete anche la porta, mettetevi un pigiama comodo, i tappi alle orecchie e sdraiatevi sul letto.

Predisponete un timer con allarme, di quelli da cucina, o una sveglia qualsiasi, in modo che squilli dopo un’ora, appoggiatela sul comodino vicino a voi.

Cercate la posizione più comoda possibile, finalmente mettevi le bende sugli occhi.

Ora rimanete immobili, assolutamente immobili, con ogni parte del vostro corpo.

Testa, braccia, mani, dita, piedi, naso, bocca, occhi, non muovete assolutamente niente.

Vi prude? Niente. La posizione diventa scomoda? Non fate niente. Si addormenta una gamba? Non muovetevi. Una mosca entra nella vostra narice? Immobili.

Se vi dovesse malauguratamente venire urgenza di andare al bagno, fatevela addosso… rimanendo immobili.

Aspettate che la sveglia suoni. Non barate, se muovete un muscolo, se vi alzate, se contravvenite alla regole, il gioco non è valido. Niente musica dalla radio, niente rumori, niente movimenti.

Dopo che l’ora sarà passata considerate di poter rimanere nella stessa condizione per circa 150.000 di queste ore, senza pause. Fate conto che non ci sia modo di alzarsi, di vedere la luce, di cambiare posizione autonomamente, nessun rumore, nessuna luce, nessun piacere, forse dolore. E dopo queste 150.000 ore altre 150.000 ed altre ancora, per sempre, fino alla vostra morte.

Pensateci su e ditemi dopo quante di queste ore vorreste morire. Ditelo voi. E magari scrivetelo su un pezzo di carta firmatelo e datelo ad una persona cara.

Solo dopo che avete fatto questo, solo dopo, se ne avete ancora voglia, se vi sentite ancora così infallibili e arroganti, sputate fuori la vostra opinione su Eluana.

Io, personalmente, mi inchino, e mi ritiro.

By | 2016-10-19T09:38:18+00:00 febbraio 10th, 2009|Blog, Personale|0 Comments

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