Indie Way – Stampare con PressUp

Premessa

Uno dei principi che cerco di seguire sempre nella vita, sia quando lavoro che nelle mie faccende personali, è quello di avere sempre pronto un piano B, un’alternativa. Così, anche quando si parla di stampare i miei libri, mi piace provare più di un fornitore per questo servizio, con l’obiettivo di averne almeno un paio che soddisfino le mie esigenze.

Oltre a utilizzare Createspace come POD, per rendere disponibile su Amazon i miei libri anche in versione cartacea, ho quindi sperimentato varie società che effettuano la stampa in Italia, in modo da poter avere a disposizione delle copie per occasioni come fiere e presentazioni, per le copie omaggio, per quelle spacciate a parenti, amici e colleghi, nonché per qualche vendita occasionale di altro tipo. Tempo fa vi ho già parlato di un primo fornitore di cui sono piuttosto soddisfatto: Streetlib. Partendo da questa esperienza non era facile trovare alternative interessanti, ma di questo mi è capitato di parlare con un’amica editrice e in occasione della prima ristampa di Baby Boomers ho deciso di provare un nuovo fornitore e un nuovo formato.

Già, perché tra i compiti di un autore indie c’è quello di tendere a migliorare sempre. Migliorare la qualità del prodotto, sia come contenuti che come confezionamento; migliorare il rapporto qualità prezzo, se possibile. Sul primo fronte quindi ho deciso di passare dal classico paperbook, simile a quello prodotto da Amazon, a una brossura dalla copertina più rigida e con alette. La scelta di PressUp inoltre, per questo particolare tipo di libro, mi dava anche un leggero miglioramento del costo, incidendo positivamente quindi sull’altro aspetto citato. Considerate che per i volumi che edito io si tratta di differenze marginali in valore assoluto ma, come ho detto poc’anzi,  mi piace lavorare sempre con un approccio professionale, da imprenditore, anche se di fatto non lo sono, dunque anche questo aspetto andava preso in considerazione.

Rispetto all’edizione Streetlib, che è identica a quella di Amazon come formato, ho anche deciso di variare quest’ultimo leggermente, passando da 133,4 x 203,2 millimetri a 140 x 200. Un pochino più largo e appena più basso, ma comunque misure non troppo distanti dalla prima edizione. Durante il processo di predisposizione dell’ordine, mi è stata proposta una carta interna con grammatura 100, più alta di quella utilizzata negli altri casi. Ma lasciatemi raccontare come è andata, perché in qualche modo la storia è quasi più interessante del risultato.

Predisposizione dell’ordine

Il primo impatto con un fornitore online è sempre il sito web di riferimento. Nel caso di PressUp si tratta di uno strumento molto semplice, in cui l’elemento che ho preferito è la possibilità di ricavare autonomamente e online preventivi per tutti i prodotti presenti. Se si rimane all’interno delle casistiche previste questo permette di giocare quanto si vuole con i vari configuratori dei prodotti fino a definire l’ordine. Quando invece si hanno esigenze diverse, ovvero la necessità di variare qualche elemento del progetto non previsto dai form di calcolo del preventivo, diventa necessario procedere con una richiesta manuale. Nel mio caso le dimensioni fuori standard del libro hanno reso necessaria la procedura manuale e, come vedrete, sono state anche la causa di un problema durante il procedere dell’ordine. Nella fase di predisposizione ho quindi interagito con una persona di PressUp che in maniera molto disponibile e gentile mi ha aiutato a fare l’ordine.

A questo punto della storia ero piuttosto soddisfatto di come stavano andando le cose. In breve tempo avevo ottenuto qualche consiglio (per esempio sulla grammatura della carta e sul tipo di plastificazione), mi erano state date istruzioni sul modo in cui avrei dovuto formattare il PDF da inviare, avevo avuto un preventivo dettagliato ed ero riuscito a far predisporre l’ordine.

Stampa: primo tentativo

Nell’area cliente del sito PressUp c’è un’interfaccia che permette di visualizzare l’ordine e gestire altre attività tipiche del rapporto cliente/fornitore. Dopo poco più di una settimana mi arrivano a casa tre scatole contenenti i cento libri ordinati. Sono le classiche scatole di cartone, mi sembra che ci fosse un po’ di imballo di protezione e i libri erano inoltre chiusi a gruppi di otto o meno in una confezione di plastica, accorgimento molto utile per conservarli al riparo dall’umidità fino al loro utilizzo. Massima soddisfazione su questo fronte. Apro una di queste confezioni e comincio a esaminare i libri, osservando con soddisfazione che il consiglio sulla plastificazione della copertina è stato vincente (quella opaca è risultata eccellente per la grafica di Baby Boomers); che la copertina con alette è molto bella e rende il libro ancora più professionale e bello da tenere in mano, oltre che migliorarne decisamente la durata; che la carta interna è perfetta e la stampa di alta qualità. Sono insomma su di giri e sto già gongolando di soddisfazione quando mi rendo conto di un piccolo problema: il formato del libro non è quello che avevo chiesto.

Per spiegare il problema devo fare un passo indietro. Quando si richiede la stampa in un formato diverso da quelli previsti ipotizzo che il libro venga stampato nel formato standard appena più grande di quello da noi desiderato e successivamente tagliato a misura. Nel mio caso il formato standard più vicino era l’A5 e andavano quindi rifilati i tre lati (sopra, sotto e a destra) in modo da raggiungere le misure di 140 x 200 millimetri. C’è stato però qualche problema con il mio ordine, probabilmente è stato fatto solo il taglio a destra, ma non quelli superiore e inferiore, infatti i libri arrivati a casa mia erano alti 210 millimetri, non 200, proprio l’altezza di un A5 originale. Inoltre, ma qui credo che ci sia stato un malinteso, mentre a me era stato detto di lasciare un margine di abbondanza di 5 millimetri tutto intorno al foglio, il taglio sul lato lungo è stato fatto tutto sul lato destro destra, rimuovendo da quella parte un intero centimetro invece dei 5 millimetri che mi aspettavo sarebbero stati eliminati.

Non ve la faccio troppo lunga, il risultato finale era un prodotto diverso da quello concordato e che esteticamente presentava un evidente squilibrio tra i margini superiore e inferiore, molto più ampi di quanto avessi previsto, e quello a destra, che invece era ridotto all’osso. Piuttosto deluso e poco convinto di poterne venire a capo, faccio una segnalazione di reclamo con l’apposita funzione dell’area cliente. Considerando che Stranimondi 2016 arrivava solo due settimane dopo ero piuttosto abbacchiato.

Il team di PressUp mi fa attendere credo un giorno o due, poi mi arriva la loro risposta: decidono di ristampare l’intera partita senza ulteriori costi per me. Confesso di essere rimasto molto sorpreso. Quando lo racconto capita che qualche amico mi dica che il loro è un comportamento normale, corretto, ma io non penso che di questi tempi tutti i fornitori abbiano atteggiamenti così puliti e lineari. Avrebbero potuto cercare di contrattare un rimborso parziale, magari propormi di stampare una parte delle copie, oppure invitarmi a rispedire il materiale per fare i tagli mancanti, ma alla fine è probabile che abbiano reputato più conveniente o più giusto rielaborare l’ordine da capo. Insomma, male per l’errore, buona la reazione.

Stampa: secondo tentativo

Riparte dunque il processo di stampa. Faccio presente che era mia intenzione portare il libro a Stranimondi e la loro seconda pianificazione sembrava consentire la consegna per tempo. Si è poi verificato un piccolo ritardo che ha rischiato di vanificare il tutto, ma alla fine i pacchi della nuova stampa sono arrivati proprio il giorno precedente alla mia partenza per Milano. Stavolta le dimensioni risultavano corrette, anche se permaneva il taglio eccessivo sulla destra (ma questo in futuro dovrò evitarlo io gestendo diversamente i margini). Per il resto stampa ancora una volta perfetta come copertina, carta, carattere.

Anche in questo caso purtroppo c’e stato un problema. Infatti il corriere mi ha consegnato solo due dei tre pacchi previsti, dicendomi che il terzo sarebbe arrivato successivamente. Un qualche problema interno del corriere, evidentemente. Parto per Stranimondi, torno, arriva il lunedì successivo, il martedì, e ancora niente. A quel punto chiamo il corriere per sollecitare e questi mi riferiscono che non avere idea di dove sia il pacco, anzi cominciano a dire che forse non gli è stato dato dal mittente (il che fa un po’ ridere perché hanno preso in carico tre pacchi, come chiaramente indicato sulla bolla).

A questo punto ho contattato nuovamente PressUp per informarli sulla situazione. Per farla breve, dopo un paio di giorni o tre di indagine, anche loro non riescono a venire a capo del problema con il corriere. Di certo il pacco non lo avevano loro e il corriere lo dava per disperso. A questo punto i signori di PressUp mi hanno proposto l’emissione di un buono di credito per la parte di libri non ricevuti. Vale il discorso precedente, è un comportamento corretto, farmi arrivare i libri ordinati e pagati è un loro dovere, se non mi arrivano devono rimborsare o provvedere alla ristampa. Eppure, specialmente considerando che questo accadeva su un ordine che avevano già ristampato e sul quale quindi si trovavano già in evidente sofferenza economica, mi è parso un atteggiamento davvero professionale e onesto, meritevole di menzione. Per contro tutti i problemi occorsi hanno rischiato di non far arrivare i libri in tempo per l’evento in cui volevo utilizzarli. Per fortuna mi ero preso un ampio margine.

Epilogo

Ma questa storia ha avuto anche una coda. Molti giorni dopo, non ricordo esattamente, qualcosa come dieci giorni dopo o più, arriva a casa il terzo pacco. Di certo il corriere lo aveva stipato da qualche parte e se lo è ritrovato tra i piedi qualche impiegato, facendomelo poi arrivare. Naturalmente ho avvisato PressUp di cancellare la nota di credito, in quanto avevo a quel punto ricevuto tutto quello che mi era dovuto. Anche questi libri erano intatti, anche grazie alla buona confezione.

Concludendo, ho sperimentato PressUp per la stampa con risultati incerti. Molto buoni sotto il profilo della qualità del prodotto finale. I libri sono belli in ogni aspetto, ottima la copertina con la plastificazione opaca e le alette, ottima la carta usomano avoriata 100g priva di effetti di trasparenza, ottima al stampa, precisa e nitida, forse anche per merito della carta. Poche le copie con piccoli difetti (credo un paio su cento). Buoni i tempi di stampa e consegna, se non si considera il ritardo dovuto alla necessità di ristampa. Nel mio caso sono comunque riusciti a farmi avere i libri in tempo per la data in cui mi occorrevano. Proprio in questi giorni però ho saputo che un amico ha avuto con loro problemi per i tempi, proprio in concomitanza con un importante evento. Per chi stampa (e vende) in occasione di eventi specifici questo tipo di inconvenienti può vanificare il lavoro di mesi. Di questo aspetto quindi andrà tenuto conto. Il mio consiglio è di anticipare sempre l’ordine il più possibile in modo da avere margini per assorbire eventuali ritardi. D’altra parte non sempre questo è possibile.

Molto male l’errore iniziale, che dovrebbero cercare di evitare. Buona tuttavia la reazione all’errore. Non credo dipenda direttamente da loro il problema con il corriere, ma anche in questo caso ho visto positivamente la reazione di PressUp. In definitiva, c’è da capire se i problemi incontrati sono solo sintomi occasionali, se sono stato un po’ sfortunato con l’ordine e con il corriere o se qualcosa nel loro processo non funziona a dovere. Penso comunque che utilizzerò ancora il loro servizio, probabilmente già con la ristampa di Fughe, che potrebbe arrivare a breve (dipende da voi eh, ricordate che c’è l’offerta sul cartaceo per Natale), magari con qualche accortezza in più per minimizzare le possibilità di errore e migliorare ulteriormente l’effetto finale.

Spero che questo breve articolo sia utile ad altri che vogliano utilizzare un servizio di stampa e sia stato piacevole da leggere per chi i libri li compra e ha la curiosità di sapere qualcosa in più su come vengono progettati, predisposti e prodotti. Se avete avuto esperienza con questo o altri servizi di stampa commentate questo post in modo da scambiarci più informazioni possibile.

By | 2016-12-19T12:33:53+00:00 dicembre 19th, 2016|Blog, Indie Way|0 Comments

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