Frequentare altri autori fa bene agli autori? Naturalmente sì, anzi no, o forse sì…

Mi sono posto questa domanda una di queste sere, mentre scorrevo un po’ di post Facebook, quelli scritti dagli amici e che la piattaforma decide di mostrarmi.

Pensavo: davvero è positivo avere a che fare tutti i giorni, in dosi massicce, con queste persone? Avere sempre in testa la scrittura, i libri, la letteratura, il marketing, le problematiche, gli umori? È una domanda che forse dovrebbero porsi tutti coloro che hanno una passione e la coltivano.

Perché l’evoluzione naturale di avere una passione è proprio quella di circondarsi di persone che la condividono, finendo per parlare e vivere gran parte delle proprie relazioni sociali intorno a quello.

Ho deciso di spezzare la domanda in due parti distinte. La prima in cui mi chiedo se ci siano dei vantaggi nel farlo, la seconda dove cerco di analizzare gli svantaggi. Lo scopo di questa analisi è capire se non sia opportuno cambiare in qualche misura tutto questo, e come.

I vantaggi

Come ogni altra parte di questo articolo, anche questa è espressione personale, dunque potreste condividere o meno le mie considerazioni. Non esiste una verità sola; su alcune cose probabilmente ci sarà un largo consenso, su altre meno, in dipendenza dal carattere e dall’esperienza di ognuno. Questo è il mio punto di vista, prendetelo per quello che vale.

Le persone

Uno dei vantaggi più grandi che voglio mettere sul piatto buono della bilancia è rappresentato dal piacere che provo nell’avere a che fare con alcune persone. Potrei fare dei nomi ma non voglio, tanto sono piuttosto trasparente e vi posso assicurare che se vi do l’impressione che mi piacciate, di certo mi piacete. Non è piacere letterario quello di cui parlo, a me non importa più di tanto incontrare gli autori dei libri che leggo e in genere separo nettamente l’apprezzamento per questi ultimi da quello per i loro autori. Insomma posso adorare un libro e detestare il suo autore e vice versa. Parlo invece del piacere di avere a che fare con autori che sono umani interessanti da frequentare, anche solo virtualmente, gente con cui farei della strada insieme, condividerei un pasto e forse ben di più. Bella gente insomma. Ne ho incontrata tanta in questi tre quattro anni e ciò rappresenta forse il più grosso ritorno dall’avere intrapreso questa attività. Non sono solo autori ma anche editor, editori, appassionati e creativi, lettori e blogger. Poiché troverete lo stesso paragrafo, “le persone”, anche tra gli svantaggi, vi dico subito che per me il bilancio totale è comunque nettamente positivo.

Imparare, apprendere, crescere

C’è poco da dire, frequentare l’ambiente, conoscere le persone, sentire quel che hanno da dire, discutere con loro, è un continuo stimolo intellettuale. Forse non mi è servito a niente lo stesso, ma se ho imparato qualcosa, se sono migliorato un poco, se ho accresciuto le mie capacità, non solo letterarie ma in fondo umane, posso dire che gran parte del merito deriva dall’interazione con gli altri. Interazioni positive in tante maniere diverse. Se i più severi mi hanno fatto toccare con mano i miei limiti, i bonari hanno alimentato la fiammella che rischiava di spegnersi. Un incoraggiamento, una correzione, un consiglio, un indirizzo, tutto è stato utile in qualche misura.

Anche questo è un elemento di vantaggio significativo da depositare sul piatto positivo della bilancia.

Elementi Neutri

Ci sono alcuni elementi che di certo non sono negativi, ma che non riesco neanche a considerare abbastanza positivi da tenerne conto in un bilancio generale.

Marketing e Immagine

Credo che molti autori lo facciano più o meno inconsciamente, ma nel costruirsi una cerchia estesa di amici dell’ambiente c’è di certo di mezzo la speranza che questa massa di gente possa rappresentare in qualche modo un volano che sia d’aiuto ai propri sforzi commerciali. La dura verità è che una gran parte di loro si trova in una di queste situazione: non ha interesse in quello che scrivono gli altri; non ha intenzione di supportare a scatola chiusa (rispettabile posizione peraltro); non ha tempo da dedicare al supporto di altre persone; non ha voglia di dedicare tempo; se proprio perde tempo lo fa per criticare; in realtà quello che scriviamo non gli piace. E via discorrendo.

La sintesi è molto banale. Da una parte le nostre aspettative: se 500 persone supportassero i nostri lanci editoriali e supponessimo di vendere una copia o due per ognuna di loro avremmo i nostri libri in classifica al lancio e forse anche oltre. Dall’altra la cruda realtà: se fosse così compreremmo tutti 500 libri l’anno come minimo, li leggeremmo e li faremmo leggere. La realtà sta nel mezzo e se in effetti un qualche supporto arriva, il suo impatto è irrisorio nell’economia del prodotto. Forse potremmo dire che l’impatto è comunque positivo, ma di talmente scarso valore da poterlo ignorare.

D’altra parte una cerchia di conoscenti diversi che non si interessino di scrittura, editing, pubblicazione, sarebbe forse un panel migliore da sfruttare ai fini commerciali. Considerando poi che tra i tanti amici dell’ambiente ci scappa sempre quello strano che ci va a mettere una stellina per dispetto, direi che potremmo considerare il bilancio più o meno in pareggio.

Gli svantaggi

Le persone

Come anticipavo in precedenza, non tutte le persone di cui ci circondiamo nel costruire questa rete di passione comune ha caratteristiche positive. Non mancano quelli che, volontariamente o meno, creano negatività. Non parliamo qui di chi ci critica argomentando, ma piuttosto di quelli che scoraggiano, sminuiscono, esprimono disprezzo. Ce ne sono persino che cercano di affossarti per invidia (di che esattamente non si capisce). Ne ho già parlato abbastanza in un altro recente post, penso che possa bastare per rendere bene l’idea.

Questi rappresentano certo un peso negativo sul bilancio totale. Un peso che ha in fondo un impatto assai maggiore dal punto di vista emotivo rispetto al danno reale. E questo è qualcosa su cui lavorare.

L’impegno economico

Sorpresi? Forse si tratta di un elemento marginale, ma se siete come me può rappresentare un elemento rilevante, di cui alla fine tenere conto, se non altro per consapevolezza.

Perché avere una cerchia di amici di questo tipo rappresenta un piccolo impegno economico? Ci sono tante occasioni di spesa. Certo potremmo tenere i nostri preziosi risparmi ben in fondo a complesse tasche dal disegno a chiocciola, ma è molto difficile non farsi coinvolgere. In fondo è anche un piacere.

Così si finisce per comprare molti più libri di quanto faremmo normalmente. Andiamo in fiere di cui non sapevamo neanche l’esistenza. Partecipiamo a concorsi, andiamo a ritirare premi (si spera), partecipiamo a presentazioni. Insomma le occasioni di spesa aggiuntiva non mancano, mentre al contrario quelle di incasso non sono così frequenti. Ripeto, dipende anche dal vostro carattere, il mio è del tipo curioso e generoso, quindi compro i libri degli altri e spesso regalo i miei, perché mi va, ma anche perché mi fa piacere aiutare un altro autore.

Rischiamo di perdere di vista il mondo

Se ci facciamo prendere troppo la mano esiste il rischio di perdere di vista le cose del mondo. Quelle che non hanno a che fare con libri, articoli, librerie, editori etc.

È una versione di gruppo dello stare concentrati sul proprio ombelico. In questo caso l’ombelico è collettivo e rappresenta il mondo editoriale, o forse sarebbe meglio dire un piccolo frammento di questo. Potremmo persino finire per distrarci dalla scrittura. Forse peggio ancora, potremmo non sapere di cosa scrivere, o magari scriveremmo di scrittura e di autori. Tecnici perfetti della parola ma senza niente da dire. Le storie insomma vanno cercate fuori perché se viviamo solo all’interno della nostra cerchia ristretta non le troveremo mai.

Conclusioni

Come spesso accade quando si tratta di argomenti che hanno a che fare con il comportamento umano non è possibile trarre delle conclusioni assolute. Ci sono dei vantaggi e degli svantaggi nel coltivare un elevato numero di amicizie e conoscenze di impronta letteraria, ma lo stesso discorso può come ho detto replicarsi pressoché identico per ogni forma di passione umana.

La soluzione è anche in questo caso una consapevole gestione nella quale bisognerà perseguire alcuni comportamenti e obiettivi:

  • Selezionare. Se è vero che il numero è forza, la qualità lo è ancora di più. Man mano che si individuano tra le proprie amicizie le negatività, converrà liberarsene, in un modo o nell’altro. Come dipende molto dal vostro carattere: c’è chi semplicemente elimina la persona dalle amicizia, chi spegne le notifiche, chi è selettivo nell’accettare amicizie.
  • Dare il giusto peso. Non dico che si debbano ignorare certe cose, ma di certo non bisogna reagire in maniera esagerata. Alcune persone possono inizialmente sembrare arroganti e fastidiose, ma frequentandole un po’ di tempo si impara a capire le loro posizioni. A volte sospendere per un po’ il giudizio può essere utile.
  • Mantenere un profilo leggero. Se si vuole creare intorno a sé un gruppo di persone positive e stimolanti, un buon punto di partenza è di certo cercare di essere noi stessi positivi, stimolanti e poco ingombranti. Non si può sommergere gli altri di messaggi, richieste, sollecitazioni, per poi pretendere che non lo facciano a noi. Se date una mano non aspettatevi un ritorno. Rimanete leggeri, ne guadagnate in serenità.
  • Non limitatevi. Uscite, cercate, girate. Il mondo è interno a voi e anche se sono convinto che la parte social online sia una parte del mondo, questa è appunto una parte, non certo il tutto. Un incontro di persona con una persona è completamente diverso dall’esperienza indiretta della rete e può cambiare il modo in cui ognuno vede e percepisce l’altro.
  • Non fate i conti. Mai, mai, mai. Se li fate sarete sempre frustrati. Se li fate e siete in positivo è segno che non date abbastanza e dovete quindi sperare che non se li facciano gli altri.
  • Correte a comprare i miei libri. Tutti, subito, di corsa, sia in digitale che in cartaceo. Anche più copie.
    Va be’, la battuta alla fine di un articolo ci sta sempre bene 🙂
By | 2017-03-27T17:55:05+00:00 marzo 27th, 2017|Blog|0 Comments

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